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OPINIONI
Fermiamo i cambiamenti climatici: stop finanza insostenibile
Se vuoi vivere ecosostenibile rispettando la Terra e sei Bio, ricicli, riusi e condividi la lotta ai cambiamenti climatici generati dal riscaldamento globale del Pianeta non puoi avere Azioni o Fondi dell’Industria dei combustibili fossili. Firma la petizione #StopFinanzaInsostenibile da consegnare al Ministero dell'Ambiente.
Gilet gialli: Voi mi parlate della fine del mondo, io vi parlo della fine del mese
Gilet gialli: "Voi mi parlate della fine del mondo, io vi parlo della fine del mese".
La politica con la “P” maiuscola è degna di questo nome solo se prepara alle sfide a lungo termine occupandosi nel frattempo dei problemi imminenti. Cosa ne pensi?
New York Times Magazine's Climate Change Investigation - 5 August 2018
“Losing Earth”. Non è un fanatico ambientalista ma il New York Times a raccontare gli sforzi, nell'ultimo quarto di secolo, delle industrie dei combustibili fossili per inibire la scienza, confondere l'opinione pubblica e corrompere i politici. 1/3a Puntata Leggi il Prologo
INSOSTENIBILMENTE
Giovanni Pivetta
Non sono mai stato un ambientalista. Non mi considero nemmeno un naturalista. Ho vissuto quasi tutta la mia vita in città, godendomi i piaceri del consumismo con grande spensieratezza, sono figlio del miracolo economico italiano...
RIGO ROSO
Cristiana Ceruti
Per i gas serra (o gas climalteranti), passateci la battuta, sono stati mesi caldi... tra politiche europee a zero emissioni nette entro il 2050 e pacche sulle spalle "autoreferenziali" per l'efficienza del nostro sistema energetico.
VISIONI
The Age of stupid di Franny Armstrong videoteca ecosostenibile
VIDEOTECA ECOSOSTENIBILE
Nell’anno 2055, il pianeta è ormai destinato a scomparire nell’agonia, ed il protagonista, anatomizzando filmati visivi dell’anno 2008, riflette su come l’umanità possa aver potuto trascinare il globo sull’orlo della catastrofe: «Non saremmo di certo la prima specie che provoca la propria estinzione, ma ciò che lo renderebbe unico sarebbe averlo fatto consapevolmente»
Ecologia Del Desiderio Curare il pianeta senza rinunce Antonio Cianciullo
VERBA VOLANT
Curare il pianeta senza rinunce
di Antonio Cianciullo
Editore Aboca
Euro 15,00

Lanciare l’allarme è giusto: dobbiamo cambiare il modo di produrre e di vivere. Ma perché questo salto deve essere presentato come una rinuncia?
Partecipa anche Tu al Global Strike for future (2)
DE VISU
Appello ai giovani (e non solo) di tutto il mondo. Noi scioperiamo per dire ai nostri governi di fare i loro compiti e darne prova! Non possiamo salvare il mondo giocando secondo le regole. Perché le regole devono essere cambiate. Per 40 anni, di tutti i colori politici, hanno perso la guerra al cambiamento climatico! Ora c'è solo il tempo di ridurre la quantità di catastrofi.
Cambiamenti climatici: siamo in guai grossi, siamo nei guai, forse siamo ...
VIS COMICA
Cambiamenti climatici: siamo in guai grossi, siamo nei guai, forse siamo ... non si può dire che vi sia stato un particolare slancio ambientale, dato che l’amministrazione Trump ha fatto mettere nero su bianco al punto 21 della dichiarazione finale della Cop24 che...
VIDEO NEWS
Dal Corriere.it "DATAROOM" di Milena Gabanelli - Ogni anno l’economia mondiale consuma quasi 93 miliardi di tonnellate di materie prime tra minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa. Di queste, solo il 9% sono riutilizzate. Quanto si può crescere cambiando modello di sviluppo?
Dal Corriere.it "DATAROOM" di Milena Gabanelli - Quando in una città i livelli di polveri sottili salgono oltre le soglie di pericolo, i sindaci intervengono con il blocco del traffico. Una misura che servirà a poco, stando all’ultima analisi dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Dal Corriere.it "DATAROOM" di Milena Gabanelli - Mentre l’Autorità per l’energia annunciava gli aumenti più elevati degli ultimi cinque anni, 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per il gas, ci appassionava di più discutere attorno a quel centesimo del sacchetto di plastica biodegradabile.
IMAGO
  • Ginevra, ONU - Il 2018 si chiude e il 2019 si riapre con migranti e rifugiati soggetti a "orrori inimmaginabili" dal momento in cui entrano in Libia, per tutta la loro permanenza nel paese e - se si spingono così lontano - durante i loro successivi tentativi di attraversare il Mediterraneo, secondo un rapporto delle Nazioni Unite
  • Ore 11.56 di martedì 14 agosto 2018, la vigilia di Ferragosto: cinque mesi fa a Genova crollava all’improvviso, nel corso di un fortissimo nubifragio, il ponte Morandi, il viadotto dell'autostrada A10 che attraversa il torrente Polcevera tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano collegando la città al porto.
  • il presidente Trump - "Qualcosa sta cambiando e cambierà di nuovo. Non penso che il cambiamento climatico sia una bufala, ma non voglio dare trilioni e trilioni di dollari e non voglio perdere milioni e milioni di posti di lavoro".
  • Francia - Il 2018 si chiude e il 2019 si riapre con la protesta dei "gilet gialli" a cui si uniscono i "gilet verdi" che non negano il cambiamento climatico ma sono indignati dall’aumento del prezzo del carburante deciso dal governo per fronteggiare il riscaldamento globale e puntare sulle energie rinnovabili. Nata sui social network si è diffusa come protesta reale per la giustizia sociale, un'effetto della globalizzazione che vede il divario tra città globali e piccoli paesi dove cresce la povertà.
  • California - Il 2018 si chiude con il fenomeno naturale degli incendi. Attività umane e riscaldamento globale (temperature più calde di circa due o tre gradi Fahrenheit negli ultimi 20 anni) creano le condizioni perché gli effetti siano disastrosi.
  • Norvegia - Il 2018 si chiude con l'acqua della fusione del ghiaccio artico che aumenta l'innalzamento del livello dei mari, poiché il riscaldamento globale contribuisce al cambiamento climatico. Bisogna ridurre le emissioni di gas serra!
  • Norvegia - Il 2018 si chiude la più grande esercitazione dell’alleanza atlantica dalla Guerra Fredda nella penisola di Kola vicina al confine russo-norvegese, lo scenario è imponente: 50mila uomini, 10mila veicoli, 250 aerei e oltre 60 navi.