La meglio gioventù americana sfida gli Usa sull'ambiente

21 ragazzi fra i 9 ed i 20 anni che hanno sfidato gli Stati Uniti portandoli in Tribunale

La sfida di 21 ragazzi al governo degli Stati Uniti d’America

21 ragazzi americani fra i 9 ed i 20 anni sfidano gli USA portandoli in Tribunale. È una causa vera, si chiama Juliana v. United States e al centro del procedimento legale è l’accusa secondo la quale il governo USA non sta salvaguardando adeguatamente i diritti umani dei giovani perché non presenta azioni concrete per fermare i cambiamenti climatici.

Secondo i 21 le azioni di Trump e dei petrolieri violano i loro diritti costituzionali di “life, liberty and property.” L’idea è semplice: chi pagherà maggiormente i costi dei cambiamenti climatici sono i giovani e non è accettabile che l’attuale governo faccia poco e tardi per fermarli, mettendo a repentaglio il loro futuro, tanto più che i giovani non hanno voce in capitolo.

Dal lato suo Trump cerca di fare tutto il possibile per far decadere tale processo che dovrebbe essere discusso entro il 2017. Se fosse vittoriosa infatti, questa causa sarebbe la prima della storia americana a imporre ad un governo di “scettici” di abbassare le emissioni di CO2 e aiutare le comunità a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. E Trump non vuole fare questo, quindi cerca di usare tutto il suo potere affinché la causa scompaia in un modo o nell’altro.

Non è la prima volta che gruppi di ragazzi portano in tribunale i politici USA sul tema petrolio accusandoli di non fare abbastanza per garantirgli un futuro sano. Anzi questa causa inizialmente era stata diretta contro Obama. Sebbene meno amico dei petrolieri di Trump, e sebbene ci sono stati dei gesti importanti da parte di Obama nella direzione giusta, Barack non ha fatto granchè per svincolare la nazione dal suo bisogno smodato di petrolio, gas e carbone. Certo ha vietato le trivelle nei mari d’Alaska e l’air gun in Atlantico, ma c’era bisogno di azioni molto più grandi e incisive.

Vogliono fermare la gioventù che non si vuol bruciare il futuro

In una lettera del 24 Gennaio 2017 i ragazzi chiedevano anche che il governo USA e le agenzie governative conservassero tutti i documenti in loro possesso sui cambiamenti climatici e le comunicazioni fra petrolieri e governi. E questo per avere traccia di ciò che accade nelle trattive riservate fra politici e lobby del petrolio, e sopratutto perché l’amministrazione Trump sembra essere intenzionata a eliminare pagine e documenti relativi ai cambiementi climatici dai server e dalle pagine internet della NASA e di altri enti.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha risposto, che tale richiesta comporterebbe troppa burocrazia al governo e che gli USA potrebbero essere “irreparabilmente danneggiati” da questa decisione se dovesse essere attuata.

Dopo pochi giorni anche i petrolieri dicono che questa richiesta, se dovesse passare porterebbe a enormi spese per loro, per poter indagare e trovare tali documenti.

E cosi il giorno 7 Marzo 2017, l’amministrazione Trump sottomette dei documenti dicendo che i ragazzi non hanno il diritto a tale processo. Già ci avevano provato a Novembre 2016 quelli dell’amministrazione Obama, a far dismettere la causa.

Allora il giudice ha sentenziato che invece il procedimento legale è legittimo stabilendo il principio che si, i cambiamenti climatici vanno ad impattare i dirittti dei cittadini e devono essere trattati come una minaccia.

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