di Cristiana Ceruti
24 Gennaio 2019
I dati del mercato dell'efficienza energetica nell'UE e in Italia

ESCo, cento anni di green economy in Europa

Le Energy Service Companies nascono in Europa più di cento anni fa, ma si sviluppano solo durante gli anni ’70 negli Stati Uniti, come soluzione per affrontare il problema energetico. Infatti l’instabilità politica dei paesi dell’Asia sub-occidentale, che spinge i prezzi del petrolio verso picchi storici, e gli alti tassi di inflazione sperimentati dagli Usa creano la necessità di investire in risparmio energetico.

Le prime E.S.Co. sono semplici società che forniscono servizi di consulenza per minimizzare i consumi di energia, ossia Energy Service Provider Company (E.S.P.Co), e spesso sono appendici di società produttrici di sistemi di controllo e regolazione energetica o società produttrici e fornitrici di energia o società che sviluppano soluzioni tecnologiche e operative.

Un ulteriore stimolo alla loro evoluzione arriva dalle politiche attuate per la liberalizzazione del mercato del gas e di quello elettrico. Non esiste una nozione giuridica per le E.S.Co. né una definizione specifica, ma queste società sono chiaramente riconoscibili grazie al tipo di servizi resi.

Come le E.S.P.Co., le Energy Service Company offrono al cliente soluzioni per l’efficientamento energetico: un gamma di servizi integrati per conseguire risparmio e migliorare gli standard produttivi.

Efficienza energetica, il mercato nell’UE passa per le ESCo

Il valore delle ESCO nel produrre risparmio energetico nel mercato è riconosciuto da varie direttive e iniziative dell’UE nel contesto europeo, come la Energy Efficiency Directive (2012/27/EU; EED), che stabilisce requisiti specifici per promuovere il mercato dei servizi energetici attraverso l’articolo 18.

La direttiva EED fornisce definizioni per i contratti EPC, i servizi energetici e i fornitori di servizi energetici e invita gli Stati membri ad adottare misure per rafforzarne il mercato.

Il ruolo chiave del contratto EPC per la promozione degli investimenti in efficienza energetica è anche evidenziato nella comunicazione “Energia pulita per tutti gli europei”. Secondo questa comunicazione, il ruolo dell’EPC deve aumentare, in particolare nel settore pubblico, in quanto essi offrire un approccio olistico alle ristrutturazioni, compreso il finanziamento, la realizzazione dei lavori, e gestione dell’energia.

In Europa il mercato legato all’efficenza energetica di appannaggio delle Esco è pari a 2,4 miliardi di euro

Energy Service Companies in the EU e la relazione che indaga sullo stato del mercato ESCO nell’UE, il Centro comune di ricerca (CCR) ha, infatti, esaminato gli sforzi compiuti dagli Stati membri per stimolare il mercato dei servizi energetici, e in particolare il mercato dell’EPC, durante il periodo 2014-2016 e l’attuale dimensione del mercato ESCO. I risultati di questo rapporto mostrano nuovi sviluppi dall’ultima relazione pubblicata dal JRC nel 2014 per il periodo 2010/13.

Il mercato dell’efficienza energetica in Italia

Riscaldamento globale e qualità dell’aria sono emergenze che convergono su una comune esigenza: il risparmio energetico. Occorre dunque incentivare sistemi di produzione dell’energia che riducano le emissioni e nel contempo riducano la produzione di energia diminuendo gli sprechi. Per questo motivo la riqualificazione impiantistica e la realizzazione di involucri per gli edifici sono attività di un mercato con potenzialità enormi di crescita.

Fin dal 2009 l’ENEA definisce nel suo rapporto le Energy Service Company come lo strumento per la diffusione dell’efficienza energetica in Italia. Purtroppo, però, la mancanza di cultura e di informazione sul tema delle Esco e dell’efficienza energetica, sia dal lato cittadini consumatori che dei professionisti, è ancora oggi molto elevata.

La direttiva europea 2006/32/CE relativa all’efficienza energetica introduce per la prima volta il concetto di ESCo e ne definisce la forma. Con il consueto ritardo, in Italia il recepimento della direttiva è avvenuto con il D.L. n. 115 del 30/05/2008.

Le ESCo certificate nel 2016, sono state 1025 (fonte Osservatorio ACCREDIA “Le certificazioni per l’efficienza energetica” 1/2017) e il settore di attività prevalente indicato è quello industriale con il 49%, seguito da quello terziario con il 20%, dalla PA con il 18%, residenziale con l’8% e agricoltura con il 4%.

Quindi, prendendo spunto dai risultati dell’Energy Efficiency Report relativo all’anno 2017 redatto dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, possiamo dichiarare che le ESCo certificate (Energy Service Company) sono la realtà imprenditoriale con le necessarie competenze tecniche, economiche, normative e finanziarie per realizzare efficienza energetica garantita ma, ancora oggi, non sono considerate il primo operatore del mercato della riqualificazione energetica degli edifici. Anche se dobbiamo registrare un aumento costante (ma lieve) di penetrazione del mercato.

I numeri del mercato dell’efficienza energetica in Italia

Il totale complessivo degli investimenti realizzati nel 2017 in Italia è stato pari circa a 6,7 miliardi di €.

L’andamento degli investimenti in efficienza energetica in Italia

Fonte Energy Efficiency Report 2018

Il segmento Home&Building guida la classifica degli investimenti (con ben il 65% del totale), seguito dal comparto industriale (nel complesso circa 2,2 miliardi di €, poco meno del 33%) e buon ultima la Pubblica Amministrazione con il 2% del totale degli investimenti.

Se consideriamo i dati del settore che le ESCo ritengono prevalente, quello industriale e i cui investimenti in efficienza energetica sono stati pari a 2,2 miliardi di €, si evince che solo il 12% sono stati gestisti da ESCo a cui sono stati preferiti operatori esterni quali società di ingegneria e/o fornitori di tecnologia.

gli attori coinvolti durante la realizzazione degli interventi di efficienza energetica nel settore industriale

Fonte Energy Efficiency Report 2018

Se poi analizziamo il settore Home&Building i soggetti più forti nel ramo residenziale sono gli attori non «specifici» dell’efficienza energetica, quindi Fornitori di tecnologia, Facility Management ed Utility che hanno una maggiore penetrazione nel segmento grazie alle offerte di efficienza energetica in aggiunta ai servizi energia o ai servizi di manutenzione e gestione degli impianti. Ne consegue una certa difficoltà per le ESCo ad entrare in questo mercato.

In ultimo il settore della PA fanalino di coda per investimenti, qui, gli operatori che riescono ad «aggredire» maggiormente il mercato sono gli attori meno specializzati sull’efficienza energetica, le Utility e il Facility Management così come era già stato riscontrato nel comparto Home & Building.

Le Utility riescono soprattutto ad entrare nel mercato con la metodologia del Partenariato Pubblico Privato (PPP), grazie alla buona disponibilità economica nel finanziare gli investimenti. Il Facility Management, invece, è più portato alla partecipazione tramite Consip e alla gestione e manutenzione ordinaria degli impianti.

Le ESCo rimangono a lato del mercato, le quali faticano ad entrare soprattutto con gli Energy Performance Contract tramite la metodologia Consip, caratterizzato dalla standardizzazione delle soluzioni offerte.

C’è da registrare anche il numero e l’entità delle operazioni di acquisizione/fusione che hanno visto protagoniste delle ESCo. Dal 2014 al 2017, infatti, le operazioni sono quintuplicate, e si è assistito ad un ampliamento delle tipologie di soggetti acquirenti, non più solo utility, ESCo e Facility Management ma anche fondi di private equity, società di costruzioni, fornitori tecnologici e società coinvolte nella trasmissione dell’energia elettrica o nella distribuzione del gas. Questo è sintomo dell’interesse trasversale per efficienza energetica, non più circoscritto solamente a determinate categorie di soggetti.

In Italia non esiste ancora un mercato, significativo per numeri, dell’efficienza energetica.

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