di Giovanni Pivetta
16 Febbraio 2017
Onorevole Serena Pellegrino e la proposta di legge sulla bellezza in Costituzione

Perché la Bellezza in Costituzione?

La caratteristica distintiva del nostro Paese, la reputazione universalmente riconosciuta all’Italia è la bellezza.
Nel processo di globalizzazione economico, sociale e culturale che, dalla fine del ‘900, sta interessando anche il nostro Paese si è rilevato che il valore aggiunto che l’Italia può vantare non risiede nella produzione e crescita di beni di consumo omologati e livellati verso il basso, bensì nel valorizzare i processi creativi che da sempre hanno declinato il valore dell’Italia in tutte le sue forme: artistiche, materiali e immateriali, culturali, architettoniche, paesaggistiche e naturali, facendone un Paese unico al mondo, fino alla ultima declinazione che ha generato il made in Italy universalmente riconosciuto. Tutto questo è potuto accadere attraverso il riconoscimento dei talenti degli italiani che, purtroppo troppe volte, hanno dovuto abbandonare il nostro Paese per poter valorizzare le proprie capacità. La Bellezza nella Costituzione della Repubblica italiana
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La Repubblica Italiana riconosce la bellezza (Art.1)

Onorevole Serena Pellegrino e la proposta di legge sulla bellezza nella Costituzione della Repubblica Italiana

L’Onorevole Serena Pellegrino (Sinistra Italiana) autrice della proposta di legge

«La proposta nasce dalla mia profonda convinzione di una necessaria sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al valore dell’incommensurabile patrimonio presente in questo nostro Paese e che non siamo stati, fin qui, in grado di tradurre in ricchezza.

Non intesa in termini meramente economici e, quindi, misurata ricorrendo agli indicatori utili alla misurazione del Prodotto Interno Lordo. Da questo principio scaturisce una proposta di legge che ha come obiettivo la tutela della bellezza di tale patrimonio in tutte le sue forme, materiali ed immateriali – patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico e naturale – andando così oltre i contenuti dell’articolo 9, relativo alla sola tutela del paesaggio. L’ambizione è far rientrare la bellezza tra i principi fondamentali della Carta, quale elemento costitutivo della nostra identità nazionale.» Leggi la Proposta di legge Costituzionale.

«L’adesione è stata assolutamente ampia e trasversale: sono quasi trecento i sottoscrittori del testo da me depositato, provenienti praticamente da tutti i gruppi presenti in Aula. È stato un percorso inclusivo nel corso del quale abbiamo cercato di coinvolgere tutti quelli che io definisco operatori di bellezza, ampliando il più possibile il recinto della partecipazione: dai professionisti che a vario titolo si occupano di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio, a singoli cittadini e soggetti associativi che in maniera assolutamente volontaria sono impegnati sul medesimo fronte. Sono all’incirca sessanta le associazioni che ci stanno sostenendo nella promozione di una legge che punta a creare le condizioni per ri-conoscere la bellezza, vale a dire tornare a conoscere un valore essenziale, da troppo tempo caduto nel dimenticatoio, scalzato da un’accezione puramente edonistica dell’idea di bellezza»

“1200 km di bellezza” di Italo Moscati”

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