di Giovanni Pivetta
21 dicembre 2016
Enea, agenzia nazionale per l'economia circolare

Enea, dal commissariamento alla gestione innovativa

Con l’arrivo di Federico Testa, l’Enea è passata in due anni dal commissariamento, durato 11 anni, a una gestione dinamica dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie – l’energia e lo sviluppo economico sostenibile che la vede oggi candidarsi autorevolmente ad agenzia nazionale per l’economia circolare in Italia.

Riorganizzata radicalmente – dal neo presidente Federico Testa – e con un budget di 280 milioni che lo Stato ormai copre solo al 50% dove il restante 50% lo ha conquistato sul mercato, vincendo bandi di gara internazionali, con un tasso di successo nelle domande sui progetti del 27% contro una media Ue del 21%. È al dodicesimo posto in Europa per risorse ottenute nel settore energetico e al 26esimo posto tra i 3.600 enti europei di ricerca.

Capace di dialogare con soggetti esterni alla pubblica amministrazione: gli organismi europei e soprattutto le imprese per le quali l’anno scorso ha organizzato l’Atlante dell’innovazione tecnologica. Si tratta di circa 500 tra servizi avanzati, soluzioni tecnologiche, prodotti e brevetti che L’Enea rende disponibili online e navigabili da un motore di ricerca.

Enea è insomma diventata una sorta di interfaccia tra il mondo della ricerca e il sistema economico, un traghettatore di competenze in un senso, a vantaggio specie delle imprese più piccole, e nell’altro, in termini di maggiore efficienza del settore pubblico. E’ da questa impostazione che nascono le ultime mosse dell’ente.

Un’Agenzia nazionale per l’uso efficiente delle risorse

A livello internazionale la Commissione europea stima che l’eco-progettazione, la riduzione della produzione di rifiuti e il loro riutilizzo possono generare risparmi pari a 600 miliardi di euro per le imprese (l’8% del fatturato annuo) e ridurre le emissioni di gas serra di 450 milioni di tonnellate l’anno.

L’economia circolare può essere uno dei pilastri delle ripresa economica e della terza rivoluzione industriale ma ciò potrà avvenire solo con un cambio di filosofia da parte di chi produce e di chi consuma e in questo contesto assume un valore chiave il voto che il Parlamento europeo darà il prossimo gennaio sulle proposte ‘ad hoc’ presentate dalla Commissione.

Quindi diventa improcrastinabile creare un’Agenzia nazionale per l’uso efficiente delle risorse sull’esempio di Germania, Giappone e Stati Uniti; semplificare le normative con un focus specifico sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti; generare sinergia tra Pa, ricerca e imprese; trasferire le tecnologie per l’innovazione del sistema produttivo nazionale.

Questi i punti del Piano di azione dell’Enea per l’economia circolare, un nuovo modello di sviluppo per l’Italia che coniughi competitività, innovazione e sostenibilità ambientale.

Solo per l’Italia un modello di sviluppo basato sull’economia circolare potrebbe creare oltre 500mila nuovi posti di lavoro, con importanti benefici per l’ambiente e il sistema produttivo.

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