di Staff Habitami
10 febbraio 2017
Habitami, Audit energetico
L'Audit energetico una diagnosi tecnica delle inefficienze dell'edificio

L’Audit energetico non è l’APE

Abbiamo già visto perché fare la diagnosi energetica o audit energetico del’edificio. Abbiamo già detto che essa individua lo stato di salute del tuo immobile. Ma non solo… A differenza dell’APE, l’attestato di prestazione energetica, non si limita solo a dirti che il tuo immobile appartiene ad una certa classe energetica e che durante l’anno ha bisogno di un certo consumo (o spreco) di energia. Fa molto di più. L’elaborato tecnico redatto dall’EGE- esperto in gestione dell’energia alla fine del processo di “analisi e valutazione” di tutte le inefficienze dell’involucro edilizio nonché degli impianti, ti dà una serie di indicazioni, che possono essere anche molto dettagliate, sulle tipologie di interventi da fare, sulla spesa da sostenere, sul ritorno dell’investimento.

Una diagnosi energetica viene fatta su ogni tipo di fabbricato. La sua utilità è la medesima, che si tratti di una casa singola o a schiera, di un piccolo o di un grande condominio, oppure di un capannone industriale. Sprecare soldi inutilmente è sempre sbagliato. Quindi proviamo a spiegarti come una diagnosi energetica può farti risparmiare.

L’Audit energetico può risolvere i problemi del tuo Edificio

Se abiti in un edificio costruito…

• prima del 1991
Prima di questa data non esisteva una normativa sul contenimento dei consumi energetici. Detto tra di noi, paghi bollette per riscaldare il giardino! Per cui è proprio su questi edifici che conviene intervenire per ridurre le dispersioni di calore verso l’esterno, cercando di sfruttare al massimo anche le agevolazioni fiscali previste. Parlane con gli altri.

• dopo il 1991 e prima del 2006
L’edificio è stato costruito rispettando la normativa sul contenimento dei consumi energetici allora in vigore (Legge n. 10/91 e suoi decreti attuativi). Detto tra di noi, la situazione è di poco migliore del caso precedente. Anche questi edifici hanno notevoli carenze ed è necessario intervenire. Si otterrà una sostanziale riduzione dei consumi energetici.

• dopo il l’8 ottobre del 2005
L’edificio deve rispettare la normativa sul contenimento dei consumi energetici (Legge 10/91 e d il DLgs 19 agosto 2005 N. 192). Tali norme impongono limiti alle dispersioni di calore in inverno, limiti ai consumi energetici degli impianti, requisiti di inerzia termica delle pareti e solai di copertura per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo degli ambienti.

Hai quindi un’abitazione a prova di bomba?
Lo spero vivamente per te, spero sia davvero ben isolata, che sfrutti gli apporti di calore dell’energia solare, che abbia un impianto di riscaldamento e condizionamento il più possibile efficiente, progettato e realizzato tenendo conto delle tecnologie maggiormente rivolte al risparmio energetico già presenti sul mercato.

Faresti però bene ad avere qualche dubbio: se vedi muffa in qualche angolo, intorno alle finestre, se ti aspettavi bollette molto più contenute, può darsi che ci sia qualcosa che non va. Il fatto che esistano degli obblighi di legge non garantisce che la posa dei serramenti sia stata fatta a regola d’arte, ad esempio. Idem per tutti i ponti termici, di cui la legge non parla affatto. Richiedere un controllo da parte di un tecnico specializzato non è una pazzia, ma una scelta saggia che ti ripagherà nel tempo e fugherà ogni tuo dubbio.
E … un immobile con minori consumi energetici avrà necessariamente un valore di mercato maggiore

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