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l’Italia non si divida tra poveri e migranti

Migranti, moltitudine inarrestabile ovvero il più grande movimento al mondo e nessuno se ne è accorto
24 Gennaio 2019

Il Presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), Cardinal Bassetti così apre il Consiglio permanente: Il primo «grazie lo rivolgo agli abitanti di Torre di Melissa. Mentre sul migrante e sulla persona fragile stentiamo perfino a confrontarci con serenità, pronti come siamo a scaricare su di loro un malcontento sociale che – come sostiene Papa Francesco – “enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza”, la piccola comunità sulla costa crotonese ha scritto una pagina di segno contrario». La racconta: «A fronte di quella cinquantina di profughi abbandonati in balìa delle onde, sindaco, forze dell’ordine, volontari e semplici cittadini hanno saputo esprimere una solidarietà corale». Ecco che «sui poveri non ci è dato di dividerci, né di agire per approssimazione: la stessa posizione geografica del nostro Paese e, ancor più, la nostra storia e la nostra cultura, ci affidano una responsabilità nel Mediterraneo come in Europa».
ONU – Migranti e rifugiati che attraversano la Libia sottoposti a “orrori inimmaginabili”
Migranti e rifugiati sono soggetti a “orrori inimmaginabili” dal momento in cui entrano in Libia, per tutta la loro permanenza nel paese e – se si spingono fino a quel punto – durante i loro successivi tentativi di attraversare il Mediterraneo, secondo il rapporto dell’ONU del 20 dicembre.

Il rapporto di 61 pagine, pubblicato congiuntamente dalla Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e dall’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, copre un periodo di 20 mesi fino all’agosto 2018, e descrive in dettaglio una terribile litania di violazioni e abusi commessi da una serie di funzionari statali, gruppi armati, contrabbandieri e trafficanti contro migranti e rifugiati. Questi includono uccisioni illegali, torture, detenzioni arbitrarie, stupri di gruppo, schiavitù, lavoro forzato ed estorsione.

Basato su 1.300 testimonianze di prima mano raccolte dal personale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Libia, così come da migranti che sono tornati in Nigeria o hanno raggiunto l’Italia, il rapporto traccia l’intero viaggio di migranti e rifugiati dal confine meridionale della Libia, attraverso il deserto fino alla costa settentrionale – un viaggio “segnato da un notevole rischio di gravi violazioni e abusi dei diritti umani ad ogni passo del cammino”.
continua a leggere il rapporto dell’ONU.

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