L'ambiente nei programmi dei partiti per le elezioni politiche del 4 marzo

Portiamo le criticità ambientali nella campagna elettorale !

Sono imminenti le elezioni politiche, che decidono del futuro del nostro Paese. In questo contesto si dibatte – giustamente – di lavoro, sicurezza, immigrazione, salute, tasse, sviluppo economico, cioè dei temi che preoccupano maggiormente gli italiani.

Chiediamo un accordo trasversale a tutti i partiti su salvaguardia del territorio, attività produttive, salute e sicurezza dei cittadini dai pericoli dei cambiamenti climatici.

Chiediamo il rispetto degli Accordi internazionali di Parigi; accelerazione della transizione verso un’economia decarbonizzata e circolare, a basso consumo di risorse, con misure di premialità fiscale; potenziamento della cooperazione allo sviluppo, con attività di recupero delle terre desertificate e degradate; piano di formazione e informazione della popolazione sui rischi e le opportunità del cambiamento climatico e per un programma sull’efficienza energetica degli edifici in Italia.

Perché gli elettori, nel fare la loro scelta, hanno diritto di sapere quali parti politiche, se ve ne saranno, si faranno carico di considerare il dato scientifico, il contesto ambientale, in ultima analisi il buon senso.

La Lettera aperta alle forze politiche
del Comitato scientifico de “La Scienza al voto”

Perché una lettera aperta alle forze politiche da parte di 19 scienziati italiani che si occupano di cambiamenti climatici e ambiente? Proprio per parlare di questi temi, in verità. Perché l’ambiente non è un argomento in più da introdurre nella campagna elettorale, bensì il quadro all’interno del quale, già oggi e ancor più in futuro, è inscritto il progresso del nostro Paese, il contesto di cui è necessario tenere conto per poter risolvere, in modo efficace e scientificamente fondato, i problemi che ci interessano.

I mutamenti climatico-ambientali sono infatti un fenomeno globale che già oggi è particolarmente evidente in Italia. Negli anni più recenti ne sono state colpite: le nostre attività produttive (prima fra tutte l’agricoltura, che deve affrontare il moltiplicarsi di eventi climatici estremi, con l’alternarsi di siccità e inondazioni, nel quadro di una complessiva riduzione delle risorse idriche tale da compromettere i raccolti in diverse regioni); i nostri fragili territori (l’intensificarsi delle alluvioni si inserisce in un contesto idrogeologico già molto critico, mentre l’erosione e l’innalzamento del mare colpiscono le zone costiere); la nostra salute (l’aggravarsi delle ondate di calore e l’incremento dell’inquinamento atmosferico di origine fotochimica aumentano le patologie e la nostra stessa mortalità).

È ormai chiaro come i prossimi 5 anni saranno decisivi, in Italia e nel mondo, per cercare di cambiare direzione e mitigare il riscaldamento globale attraverso il progressivo abbandono dei combustibili fossili. Abbiamo identificato molte possibili soluzioni scientificamente fondate e rilevato come esse incidano, come dicevamo, sui temi prioritari di questa campagna elettorale.

Prendiamo il lavoro. Lo sviluppo di un sistema energetico più efficiente e basato sulle energie rinnovabili è un modo concreto per creare nuovi posti di lavoro in Italia, e – contemporaneamente – contribuire a evitarci i danni climatici peggiori. Investire in ricerca e sviluppo, e in un settore agricolo che deve adattarsi ai mutamenti in atto attraverso tecniche innovative e nuove professionalità, sarebbe un fattore di competitività per il nostro Paese.

Instaurare cicli produttivi circolari, che riutilizzino le materie prime, in un contesto di crescente scarsità di una serie di risorse, darebbe vita a produzioni manifatturiere ad alta innovazione e in larga misura non delocalizzabili.

Un piano nazionale di tutela del territorio e di gestione delle risorse idriche, oltre a creare occupazione locale, sarebbe importante anche per la sicurezza dei cittadini. E un piano nazionale di lotta all’inquinamento atmosferico a partire dalle aree urbane, oltre a favorire imprenditoria innovativa, ridurrebbe i problemi di salute e allo stesso tempo la spesa sanitaria, che oggi sta esplodendo sempre più.

Venendo all’immigrazione, progetti di cooperazione per l’esportazione di tecnologie rinnovabili e l’adattamento nella zona del Sahel (da cui proviene circa il 90% circa dei migranti che arrivano in Italia) aiuterebbero ad attenuare i fenomeni migratori, in quanto il recupero di terreni degradati o desertificati ed il ripristino di aree coltivate e foreste offrirebbe alle popolazioni locali le risorse per restare nei loro Paesi.

Abbiamo chiamato la nostra iniziativa “La Scienza al voto”. Sul nostro sito testo i candidati e gli elettori troveranno l’analisi di dettaglio che è alla base di questa lettera aperta e potranno capire come i programmi delle forze politiche affrontino questi temi, giudicando quanto le direzioni intraprese siano scientificamente adeguate.

Approfondimenti
Il Comitato scientifico de La Scienza al voto
Il contesto ambientale
Le priorità del Paese

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